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| 20 giu 2022 | 06:01

E' allarme bostrico, in Trentino l'infestazione senza precedenti che ora sta distruggendo anche la foresta dei violini. Focolai a quote sempre più alte 

Dalla tempesta Vaia ad oggi il bostrico ha devastato ettari di bosco e nel 2021  la moria di piante si è rivelata in tutta la sua gravità ed estensione, partendo spesso dai margini delle aree schiantate, ma interessando gradualmente porzioni sempre più ampie di superficie boschiva

Foto a sx (Foresta dei Violini), autore: Davide Rigon di montagnaestate.it
Foto a sx (Foresta dei Violini), autore: Davide Rigon di montagnaestate.it

TRENTO. Cambiamenti climatici e facilità di diffusione, il bostrico sta travolgendo le foreste trentine. La tempesta Vaia, oltre a provocare ingenti danni diretti, ha creato le condizioni per la diffusione di questo piccolo coleottero presente naturalmente nei boschi di abete rosso dell'arco alpino. Lungo appena cinque millimetri si insinua sotto la corteccia degli alberi, dove scava intricate gallerie che interrompono il flusso della linfa degli alberi già particolarmente deboli uccidendoli nel giro di poche settimane.

 

“Dall'anno scorso è esploso, purtroppo sono moltissimi gli alberi attaccati. Tanti erano stati indeboliti da Vaia nel 2018 e poi sono stati aggrediti dal bostrico” ci spiega Vittorio Ducoli, direttore del Parco Naturale Panaveggio Pale di San Martino.

 

Un parco molto importante che si trova a fare i conti con questo coleottero che sta distruggendo anche una delle aree più conosciute: la famosa foresta dei violini. Conosciuta per il legno di risonanza ricercato dai maestri liutai questa foresta è stata fra le aree colpite nell'ottobre 2018 da Vaia. Oggi basta dare uno sguardo agli abeti esterni per capire come il bostrico la stia lentamente uccidendo.

“Nei primi due anni dopo Vaia – ci spiega il direttore del Parco – le condizioni meteo non hanno consentito al bostrico di riprodursi in maniera rapida. A partire dalla metà dello scorso anno, invece, ci siamo trovati davanti a temperature molto alte e ad una diffusione del bostrico che mai avevamo visto prima. Le piante finite vicine alle aree schiantate e sottoposte al sole si indeboliscono diventando la preda per eccellenza di questo coleottero”. Ed oggi questa diffusione in Trentino è tale che esche e trappole servono ben a poco e sono sempre più ampie le zone con i tipici segni di ingiallimento e arrossamento della chioma.

 

In Trentino, i danni attualmente arrecati dal bostrico hanno reso necessario l’esbosco di circa 600 mila metri cubi di legname, e le previsioni dicono che il parassita si protrarrà, in maniera sostenuta, ancora per 2-3 stagioni. Proprio per questo nelle scorse settimane il Consiglio delle autonome locali ha dato l’ok al Piano provinciale contro la diffusione del bostrico che ora attende il via libera dalla Pat per mettere in campo le strategie necessarie.

 

LO STUDIO

Negli anni dopo Vaia è stato portato avanti il monitoraggio fitosanitario del Bostrico in Trentino. I risultati del monitoraggio inizialmente nel 2020 avevano messo in luce una densità di popolazione del bostrico elevata in tutta la provincia, con catture medie (26.753 individui/trappola) maggiori di circa 8 volte di quelle del 2019 (3.383 individui/trappola).

I valori medi di cattura per Distretto variavano tra 11.697 (Cles) e 46.060 (Pergine) insetti/trappola, sempre superiori alla soglia di allerta di 8.000 insetti/trappola, indicante la transizione da una fase endemica a una epidemica. La soglia critica era stata superata in quasi l’80% del totale delle trappole. Nel 2020 si sono resi evidenti i primi segni dell' “effetto Vaia” con un incremento significavo del bostrico.

 

Ѐ stato nel 2021, tuttavia, che la moria di piante si è rivelata in tutta la sua gravità ed estensione, partendo spesso dai margini delle aree schiantate, ma interessando gradualmente porzioni sempre più ampie di superficie boscata.

I focolai si sono progressivamente manifestati a quote sempre più alte, fino a raggiungere i 2000 metri. Tale evoluzione, è stato spiegato nel report trentino sul bostrico, può essere spiegata grazie all’influenza di due fattori fondamentali per lo sviluppo del bostrico: il clima e la disponibilità di substrato su cui svilupparsi.

 

Qui l'ultimo report completo

 

 

 

 

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